martedì 7 settembre 2010

La Villa dei pavoni bianchi - Villa Sciarra

Oggi visiteremo una tra le più piccole e meno conosciute Ville di Roma. 
Ma anche tra le Ville più singolari e misteriose grazie alle sue fontane e gruppi scultorei di ispirazione mitologica.
In questa area, in età arcaica, si trovava il bosco sacro alla ninfa Furrina (poco conosciuta e documentata  protettrice delle acque). 
Più avanti, questa zona, fu parte degli horti di Cesare che si estendevano da Monteverde e Gianicolo fino al Tevere.
La Villa fu costruita nel XIV secolo ed attualmente si estende, alle pendici del Gianicolo, per 7,5 ettari delimitata dalle mura di Urbano VIII da via Calandrelli (al civico 23 si trova l'entrata principale delle cinque originarie) a via Dandolo.
Le vicende legate alla proprietà, nel tempo, sono piuttosto intricate.
Pertanto la storia cercherò di riassumerla come segue:
la Villa, appartenuta alla famiglia Mignanelli e poi Barberini, venne lasciata in eredità ai principi Sciarra di Carbognano (ramo della famiglia Barberini).
Quando Don Maffeo Sciarra cadde in rovina per investimenti sbagliati lo stesso lottizzò gran parte della Villa che venne così deturpata.
Nel 1902 venne acquistata dal diplomatico americano Wurts.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare per la Villa (ma anche pre tutti noi!)  fu una fortuna!.
Wurts, grazie alle ricchezze della moglie Henriette Tower, non solo la recuperò ma la rese anche lussuosa.
Valorizzandola ed arricchendola con piante rare e di pregio, con statue e fontane settecentesche provenienti da una distrutta e sconosciuta Villa del milanese.
Infatti due fontane portano lo stemma dei Visconti di Milano con il caratteristico Biscione.
Per tali manufatti fu utilizzata una pietra di un colore caldo, grigio/ocra, ma anche poco resistente e piuttosto friabile.
Infatti l'arenaria risulta, per le sue caratteristiche, di non facile restauro ed attualmente (ma ormai da troppo tempo)  alcune sculture e fontane versano in uno stato poco rassicurante non solo per la proria natura ma anche per la poca manutenzione.
Comunque, la famiglia Wurts vi si stabilì e vi fece impiantare un allevamento di pavoni tanto che all' epoca, la Villa, venne ribattezzata "la Villa dei pavoni bianchi".
Nel 1928, alla morte del marito, la Signora Wurts, donò la Villa allo Stato Italiano con un lascito di ben 50.000 dollari per la sua manutenzione.
Nel 1932 lo Stato Italiano la girò al Governatorato di Roma.
Attualmente la Villa è adibita a parco pubblico e purtoppo, da molti anni, non è oggetto di una degna manutenzione e cura. 
Infatti alcune parti non sono raggiungibili perchè transennate ormai da molto tempo e molte fontane e sculture necessitano di un appropriato restauro. 
Inoltre, come alcune mie foto testimoniano, si possono trovare spesso sui muri e altro graffiti spray e danni vari segno del passaggio di teppisti e fruitori incivili ma anche segno di uno scarso controllo e vigilanza.
Come si può notare, in parte dalle foto che ho potuto scattare, in una bellissima e tipica giornata di sole estivo romano, questa Villa non perde le sue caratteristiche.
Infatti con la sua vegetazione, le sue fontane, le sue statue, alcune nascoste ed altre in bella vista, la Villa risulta comunque affascinante e misteriosa...
Il prossimo appuntamento sarà dedicato ad un post fotografico con il quale vi porterò a conoscenza del luogo grazie alle immagini da me realizzate... NON MANCATELO!

2 commenti:

Jazzy ha detto...

Grazie di averci fatto sapere la storia di questa villa..io abito a Monteverde da sempre e sono legatissima a Villa Sciarra..al prossimo post! ciao

Isabel Barceló Chico ha detto...

A questo luogo, conosciuto come il "bosco di Furrina" nel 121 a.C. fu morto Caio Sempronio Graco, uno dei famosi Grachi... Complimenti per questa passeggiatta,